Visitare Padova con il Bus CitySightSeeing – Linea A
15 luglio 2010 | 1 Commento
Eccovi il primo post dedicato a una delle città del Veneto, famosa soprattutto per Sant’Antonio e per gli spritz!
State pensando di visitare Padova? Vi presentiamo i monumenti e attrazioni turistiche da visitare durante le prime 6 fermate del bus rosso CitySightSeeing.
Nel prossimo post pubblicheremo le restanti 5 tappe padovane.
Attraverso questo link potete scaricare le mappe della città, da stampare e portare con voi!
FERMATA 1 (STARTING/CAPOLINEA): BASILICA DEL SANTO
Basilica di Sant’Antonio – loggia Odeo Corsaro – Orto Botanico
BASILICA DI SANT’ANTONIO
Famosa in tutto per il mondo per ospitare le reliquie del Santo da cui prende il nome, la Basilica di Sant’Antonio di Padova, vide l’inizio della propria costruzione nel XIII secolo, pochi anni dopo la morte del grande religioso.
I lavori, che si protrassero per quasi duecento anni, regalarono alla città di Padova, non solo un ritrovo spirituale e culturale, ma anche un indiscutibile capolavoro artistico-architettonico, sintesi di stili differenti, come quello romanico e bizantino.
Formata da 2 campanili e da 8 cupole principali, che riprendono la struttura della cattedrale di San Marco a Venezia, la Basilica del Santo è un vero tesoro di opere d’arte, risultato del lavoro di eccellenti artisti, tra cui spicca il nome di Donatello.
Quest’ultimo, oltre e realizzare nel XV secolo l’altare di Sant’Antonio (di cui oggi è possibile ammirare solo una copia, realizzata nel XIX secolo da Camillo Boito, come ricostruzione di quello originale, smembrato sul finire del 1500), scolpì anche il monumento equestre al Gattamelata.
Questa statua interamente in bronzo, situata in Piazza del Santo, venne realizzata tra il 1447 e il 1453. L’opera fu dedicata al grande condottiero della Repubblica Veneta Erasmo da Narni, chiamato proprio il Gattamelata.
All’interno della Basilica di Sant’Antonio non di meno interesse e valore sono la Cappella del Santo, che custodisce le reliquie di Sant’Antonio, la Cappella di San Giacomo, con i suoi meravigliosi affreschi, realizzati da Jacopo Avanzi e Altichiero nel XIV secolo, e la Cappella del Beato Luca, che conserva i resti del frate Luca Belludi, amico di San Antonio.
L’ORTO BOTANICO
Quello di Padova è il giardino botanico universitario più antico al mondo, essendo stato costruito nel 1545 su domanda di Francesca Bonafede docente di medicina all’Università di Padova.
FERMATA 2: PIAZZA DELLE ERBE
Piazza delle Erbe – Palazzo della Ragione – Università
PIAZZA DELLE ERBE E PIAZZA DELLA FRUTTA
Piazza delle Erbe è, insieme a Piazza della Frutta, una delle due piazze su cui si affaccia il Palazzo della Ragione dell’architetto Camillo Boito.
Da Piazza delle Erbe si possono inoltre ammirare il cinquecentesco Palazzo del Podestà, il Palazzo delle Debite (adibito anticamente a prigione).
Piazza della Frutta, simbolo della Padova mercantile, è la seconda piazza su cui si affaccia il Palazzo della Ragione. Nel passato era detta “del Peronio”, che deriva dal latino perones, calzature di cuoio che qui anticamente venivano vendute.
Il Peronio è una colonna romanica che esiste tutt’ora a metà della piazza e che, probabilmente, serviva da sostegno di un tendone per scopo commerciale. Il suo capitello ai quattro angoli è ornato di bassorilievi rappresentanti una zucca, una palma, un melocotogno e un albero di pere; sulla sommità, in pietra istriana, vi è lo stemma della città di Padova.
Dalla fine del XII secolo, e ancora oggi, si svolge in Piazza della Frutta a Padova il mercato ortofrutticolo sulle classiche bancarelle in legno su ruote.
PALAZZO DEL BO
Sede dell’Università di Padova, il Palazzo del Bo (il nome deriva del teschio di bue, vessillo dell’edificio) , è un complesso architettonico originariamente edificato nel XVI secolo.
Diventato sede dell’ateneo della città nel 1493, il Palazzo del Bo ha subito numerose modifiche strutturali nel corso dei secoli, tra le quali una delle più importanti venne effettuata nel 1932, per mano dell’architetto Gio Ponti, che si adoperò alla progettazione e all’espansione di alcune ali dell’edificio e alla creazione della Basilica interna.
Di particolare interesse sono il teatro anatomico, il più antico al mondo tutt’oggi utilizzato, la Sala dei Quaranta dov’è conservata la cattedra di Galileo Galilei, che qui vi insegnò dal 1592, e l’Aula Magna con le caratteristiche pareti addobbate di stemmi e il soffitto affrescato.
FERMATA 3: PIAZZA DEI SIGNORI
Piazza dei signori – Loggia della grande guardia – Duomo Battistero
PIAZZA DEI SIGNORI
Questa elegante piazza quattrocentesca ospitava un tempo giostre, feste popolari e le tradizionali lotte coi tori, ma era anche uno dei luoghi prediletti dai nobili per le loro passeggiate. Sul suo lato est sorge la Chiesa di San Clemente, un tempo sede della Corporazione dei macellai, mentre dal lato opposto si trova il Palazzo del Capitanio (sede dei capitani della Repubblica di Venezia), con la Torre dell’Orologio.
IL DUOMO
Il Duomo sorge sul luogo di precedenti edifici sacri di cui il più antico, una cattedrale paleocristiana, sorgeva probabilmente sull’attuale sagrato. La nuova cattedrale consacrata nel 1075 dal Vescovo Ulderico fu danneggiata pochi anni dopo nel terremoto del 1117. La realizzazione dell’attuale Duomo fu compiuta tra il XVI ed il XVIII secolo. Vincitore del concorso che era stato bandito risultò Michelangelo, ma l’esecuzione dei lavori fu affidata all’architetto istriano Andrea da Valle e all’architetto Agostino Righetti che apportarono sostanziali modifiche al progetto originario. Il Duomo fu completato solo nel 1754 dall’architetto veneziano Girolamo Frigimelica, anche se la grandiosa facciata, con tre portali e due rosoni, da lui disegnata, non fu mai terminata e in seguito gravemente danneggiata, assieme alla grande cupola, nei bombardamenti del 1917 e 1918.
Nel XIV secolo , nella sacrestia sostenevano gli esami i laureandi in Legge, in chiesa invece gli studenti delle altre facoltà, mentre “il baccellierato” (grado che veniva conferito nel Medioevo allo studente che aveva conseguito il primo grado accademico, inferiore a quello di dottore), la “licenza” e la “laurea” venivano conferiti dal Vescovo nel salone che è in piazza, che porta ancor oggi scolpite, sul frontone della porta, tre teste di bue, il famoso stemma dell’Università. Nell’antistante piazza si teneva il “mercato dei porci”, ma poi quando la piazza fu donata alla chiesa, essa fu adibita a cimitero divenendo quindi prato e in seguito, nel 1904, venne lastricata.
Da Via Dietro Duomo si vedono le tra absidi che concludono la navata centrale, le due absidi terminali del transetto (la navata più corta), il campanile, la cupola con l’alto tamburo e la grande lanterna.
L’armonioso e luminoso interno, che ricorda quello di S. Giustina, è a croce latina con tre navate suddivise da pilastri. Sulla sinistra, nella Cappella della Madonna dei ciechi, è conservata una Madonna col bambino di Stefano dall’Arzere. Di Pietro Damini possiamo ammirare al secondo altare San Girolamo e il committente Girolamo Selvatico e nella terza cappella, la pala raffigurante Gesù Crocifisso con le sante Maddalena e Caterina. Presso la porta laterale il cenotafio (monumento sepolcrale onorario che non contiene la spoglia del defunto) di Francesco Petrarca che fu canonico del Duomo, opera ottocentesca di Rinaldo Rinaldi. La sacrestia dei Canonici conserva preziose opere d’arte tra cui una Madonna col bambino di Giusto de’ Menabuoi, due pannelli con Santi di Giorgio Schiavone e due tele di Giandomenico Tiepolo, raffiguranti San Filippo Neri e San Girolamo Emiliani e una pregevole Deposizione di Jacopo Montagnana. Nell’armadio intagliato in noce del 1563 sono conservati preziosi reliquiari del XV secolo tra cui una croce processionale in argento dorato del 1228, un calamaio d’argento, una croce e due candelieri in argento e cristallo di rocca del XVI secolo.
Il presbiterio, inaugurato nel 1997 dopo alcuni lavori di restauro, è adornato con le statue dello scultore toscano Giuliano Vangi. Scesi nella cripta possiamo ammirare l’altare di San Daniele con bassorilievi di Tiziano Aspetti (1565-1607). Nel transetto di destra, in fondo, sull’altare, l’icona raffigurante la Madonna col bambino che un’antica tradizione vuole sia appartenuta al Petrarca il quale credeva che fosse stata dipinta da Giotto.
Il sottosuolo della Cattedrale conserva mosaici, resti di colonne, urne di terracotta, pietra lavorate, ossa di bue e di cavallo, forse resti di antichi sacrifici pagani. Alcuni capitelli bizantini con l’iscrizione alla Dea Fortuna si trovano ora al Museo Civico agli Eremitani, altri oggetti, quali pietre, croci ecc., sono nel Museo Diocesano.
IL BATTISTERO
Collegato al Duomo è il Battistero romanico intitolato a San Giovanni Battista. L’edificio risale alla fine del XII secolo ma è stato ricostruito nella sua forma attuale nel 1260 e consacrato nel 1281; ha pianta quadrata con alto tamburo circolare e cupola e un’abside con cupoletta. Il ciclo di affreschi voluti da Francesco da Carrara il Vecchio e da sua moglie Fina Buzzaccarini lo rende straordinario: commissionati a Giusto de’ Menabuoi rappresenta ancora oggi uno dei cicli pittorici più spettacolari e meglio conservati del trecento. In tutto un centinaio di scene, eseguite tra il 1375-78 con le storie della Genesi, dell’Apocalisse e di S.Giovanni Battista.
FERMATA 4: PIAZZA GARIBALDI
Pedrocchi piano nobile – Museo del Risorgimento – Oratorio San Rocco – Porta Altinate
PORTA ALTINATE
Di particolare importanza era nel Medioevo la porta Altinate, che collegava Padova alle lagune e ad Altino: interrato è anche il ponte romano a tre arcate che scavalcava il fiume, divenuto oggi Riviera dei Ponti romani.
Per porta Altinate nel 1256 entrarono i Crociati che cacciarono da Padova Ezzelino da Romano.
Venne ricostruita nel 1286.
FERMATA 5: PIAZZETTA I. NIEVO
Chiesa di Santa Sofia
CHIESA DI SANTA SOFIA
La Chiesa di S. Sofia è tra le più antiche della città. Nota e famosa soprattutto per la sua originalissima struttura, nel secolo scorso fu a lungo oggetto di studi di culto da parte di numerosi esperti.
I resti di fondazioni romane visibili nel sotterraneo e una pietra sacrificale dimostrano che la chiesa è sorta sulle rovine di un tempio pagano, probabilmente dedicato al dio Mitra, divinità di origine persiana le cui prime tracce risalgono al 1300 a.C. ma probabilmente molto anteriore, uno dei culti orientali che tramite il mondo ellenico si diffusero a Roma in alternativa alla religione ufficiale.
Il primo grande rifacimento della chiesa risale al IX secolo, in epoca carolingia. L’attuale edificio, stilisticamente affine alla tipologia diffusa sul litorale adriatico, fu costruito, a partire dalla zona absidale, tra il 1106 e il 1110 e completato nel 1127.
FERMATA 6: PORTELLO
Porta Portello – Imbarco Bus n’Boat
PORTA PORTELLO
Porta Portello, costruita nel 1518, è attribuita all’architetto Guglielmo Grizi, detto il Bergamasco, su iniziativa di Marco Aurelio Loredan, capitano di Padova, e costituisce senza dubbio l’opera più bella realizzata dalla Repubblica Veneta. Fu concepita più come porta ad uso civile e commerciale che come porta ad uso militare. Qui sul Canale del Piovego esisteva il piccolo porto fluviale cui facevano capo i battelli che collegavano Padova a Venezia. Ben 80 imbarcazioni, assicurano gli storici, facevano regolarmente servizio, tanto era grande l’afflusso dei passeggeri.
E’ considerata la più sontuosa ed importante tra le porte padovane che danno accesso alla città, sia per la ricchezza degli ornamenti, che la fanno assomigliare ad un arco trionfale, sia perché porta scolpite due date significative: il 1118 a.C, che sarebbe l’anno della fondazione di Padova che il mito attribuisce ad Antenore, e il 1518, anno della costruzione della porta. È rivestita in pietra d’Istria e abbellita da otto colonne che poggiano su piedistalli che vanno a morire nelle acque del Piovego. La costruzione è sormontata da una torretta con orologio. Nella parte destra, dove un tempo era collocato un leone di S. Marco (distrutto al tempo della Rivoluzione Francese) è scolpito a rilievo un castello turrito, simbolo del dominio veneziano in terraferma. Sopra l’arco trionfale vi è la dedica in latino al Prefetto di Padova all’epoca della costruzione della porta nel 1518; in alto poi due stemmi, di cui uno della città di Padova e l’altro del Doge in carica Leonardo Loredan. Tra le doppie colonne si possono ancora leggere due importanti scritte scolpite su lastre di marmo: quella sulla destra esalta il coraggio del Doge Loredan, mentre quella sulla sinistra riporta la dichiarazione in cui la Repubblica Veneta si fa orgoglio per aver abbellito con baluardi di guerra una città antichissima come Padova. Addossati ai piedistalli delle colonne più vicine al ponte e seminascosti fanno la guardia all’entrata della porta due grossi leoni seduti sulle zampe posteriori.
Di fronte alla porta, oltre il ponte, di cui i piloni risalgono allo stesso periodo della porta e le arcate invece alla fine del ‘700, esiste ancora l’Edicola di S. Maria dei Barcaioli del 1790, dove i viaggiatori assistevano alla messa prima di imbarcarsi sui burchi.
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Commenti
1 Commento a “Visitare Padova con il Bus CitySightSeeing – Linea A”







24 agosto 2011 @ 22:30
Hallo!
Ich besuchte heute Ihre schöne Stadt Padova!
Da vor etwa 1 Woche, wegen Bauarbeiten die Tram nicht fuhr, kam ich nochmals in die Stadt.Ich beneide Euch um die tolle Straßenbahn! Eine gute Sache.
Am Bahnhofvorplatz wurde ich auf dem Doppeldeckerbus aufmerksam, der Stadtrundfahrten macht. So wollte ich ein Ticket kaufen, um eine Stadtrundfahrt machen zu können. In dem Verkaufbüro bekam ich nur den Fahrplan mit den Abfahrtszeiten. Es wurde mir gesagt, dass man im Bus das Ticket kaufen kann. Laut Fahrplan wäre die Abfahrt um 15:15. So wartete ich und machte in der Zwischenzeit ein paar Fotos von der Straßenbahn, um sie meinen Freunden in Österreich zu zeigen.
Um 15:07 fuhr der Bus ein, jedoch ohne auch nur Sekunden anzuhalten. Ich dachte mir dabei, nun es ist ja noch nicht 15:15 er fährt noch eine Runde. Doch er war leider weg! So begab ich mich in das Büro, doch auch die anwesende Dame konnte mir die Durchfahrt des Busses nicht erklären!
Ich bin schon enttäuscht, denn ich kam extra von Caorle um eine Rundfahrt mit dem Bus zu machen. Wenn es nicht so extrem heiss gewesen wäre, so hätte ich bis 16:15 gewartet.
Ich frage mich jetzt, für was gibt es einen Fahrplan, wenn dieser nicht eingehalten wird?
Ich bin noch 1 Woche in Caorle und ich glaube, dass es sich in diesem Jahr für einen 3. Besuch zeitlich nicht mehr ausgeht, eigentlich sehr schade.
MfG Karl Breitenegger, Campeggio S.Margherita, Caorle