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Visitare Verona con il bus CitySightSeeing Linea B

11 agosto 2010 | Commenta

Volete visitare la suggestiva città di Verona? Doverosa la tappa per visitare la meravigliosa Arena che si trova in Piazza Bra.
Piazza Bra, punto di starting/capolinea della linea B del bus CitySightSeeing, ospita anche il nostro Brek dove potrete fare un’ottima colazione prima di visitare la città o pranzare/cenare in maniera sana e veloce!
Leggi qui se vuoi maggiori informazioni sui monumenti che potrai visitare durante il tour con CitySightSeeing.
Vi ricordiamo che potete potete scaricare le mappe della città, da stampare e portare con voi!

LINEA B bus City SightSeeing – Verona
Arena di VeronaFERMATA 1 (STARTING/CAPOLINEA): PIAZZA BRA
ARENA – PIAZZA BRA
Il monumento – simbolo della città – deve il suo nome al toponimo latino che indica la sabbia, che ne ricopriva la platea. È il terzo anfiteatro romano per dimensioni (dopo il Colosseo e l’anfiteatro di Capua), giunto in buono stato conservativo fino ai giorni nostri. I Romani lo costruirono nella prima metà del I sec. d.C., per ospitare gli spettacoli di cui erano particolarmente appassionati: i combattimenti fra gladiatori e le cacce agli animali feroci ed esotici.

FERMATA 2 : VIA PALLONE
TOMBA DI GIULIETTA
Nonostante l’antichità del sito che la ospita (il convento, già dei frati Cappuccini, risale al XIII secolo), la tomba di Giulietta, così come la vediamo ora, data appena al 1937. In quell’anno, l’allora responsabile dei musei veronesi decise di dare un nuovo volto al luogo identificato come sede della sepoltura dell’eroina scespiriana. Nell’orto dell’ex-convento giaceva da decenni, forse addirittura da secoli, un antico sarcofago di marmo rosso. Privo di coperchio, completamente vuoto, il sarcofago fu indicato come sepoltura della bella Giulietta già al principio dell’Ottocento. Fu un altro importante avvenimento a dare la spinta definitiva alla trasformazione del luogo che accoglieva la tomba di Giulietta: il soggiorno veronese della troupe della Metro-Goldwin-Mayer, allora alla ricerca delle ambientazioni ideali per il suo nuovo colossal, appunto Giulietta e Romeo. Il film (protagonisti Norma Shearer e Leslie Howard), non fu girato a Verona: ma lo straordinario successo della pellicola, dovette far immaginare ad Avena un imminente, cospicuo afflusso di turisti a Verona, tutti alla ricerca dei luoghi descritti nel film. Qui, però, la scena finale del doppio suicidio non era ambientata nel chiostro di un convento, ma in una cripta: fu probabilmente sulla scia della scelta cinematografica che la direzione dei musei decise di dare al sarcofago una cornice di maggiore suggestione. Oggi la tomba di Giulietta è la sede ove si celebrano i matrimoni civili: molte coppie vengono apposta dall’estero, per coronare il loro sogno d’amore là dove Romeo e Giulietta videro infrangere il proprio. E qui, nell’antro illuminato da alte finestre gotiche dove il vuoto avello attende il romantico tributo dei visitatori, è nata una singolare tradizione: l’abitudine di indirizzare missive d’amore a “Giulietta, Verona”. Un’intera squadra di segretarie si occupa di raccogliere questi messaggi e di dare risposta. Perché la storia di Giulietta è leggenda, ma le pene d’amore che affliggono uomini e donne di ogni continente sono una realtà.

FERMATA 3 : VIA G. GIUSTI
PALAZZO E GIARDINO GIUSTI

Sul retro del cinquecentesco Palazzo Giusti, costruito con un classico impianto a U (in facciata frammenti di decorazione pittorica), si accede a un incantevole giardino, la cui parte più antica risulta concepita già nella seconda metà del XV sec. Nel tempo, il giardino ha subito numerose trasformazioni, fino all’ultimo restauro del 1930 che ne ha ripristinato parte dell’assetto rinascimentale.
Aiuole, statue, scalinate e grotte artificiali sono disposte lungo il viale di cipressi che porta ai progressivi terrazzamenti. Man mano che si sale il declivio, la sistemazione architettonica della vegetazione cede il passo ad un assetto più naturale di alberi e cespugli. Di rilievo, all’interno del giardino: l’unica collezione epigrafica latina privata esistente ancora a Verona; un famoso labirinto di siepi di bosso, uno dei rari esempi in Veneto, disegnato nel 1786 su un precedente labirinto cinquecentesco; una bella statua femminile di Alessandro Vittoria, nella sezione occidentale del parterre; le serre per gli agrumi, addossate al tratto superstite delle mura comunali del XII sec., con statue di Bernardino Ridolfi (genero di Falconetto e stretto collaboratore del Palladio), cui si deve probabilmente anche il mascherone che sormonta il giardino; la grotta artificiale scavata nel tufo, con arco d’ingresso incorniciato da colonne, trabeazione e timpano (che le danno l’aspetto di un tempietto), in origine rivestita di conchiglie, coralli, madreperle e mosaici e dotata di giochi d’acqua. Dal belvedere si gode uno dei più bei panorami sulla città e si ha un bel colpo d’occhio sul giardino nella sua interezza.

FERMATA 4 : S. STEFANO
SANTO STEFANO – TEATRO ROMANO

La chiesa di Santo Stefano è una delle basiliche paleocristiane più antiche di Verona. Costruita intorno al V sec., come basilica cimiteriale destinata alla sepoltura dei vescovi veronesi, rimase pressoché inalterata fino al X sec., quando l’interno venne modificato con la realizzazione delle attuali navate.
L’esterno, pur avendo mantenuto le mura perimetrali paleocristiane (caso unico in Verona), ha assunto forme romaniche. La facciata del XII sec. presenta il tipico rivestimento a fasce alterne di tufo e cotto. Il coevo tiburio ottagonale in cotto presenta due serie di bifore sovrapposte, di tipologia lombarda.
L’interno è a 3 navate. È possibile individuare nelle strutture architettoniche l’evoluzione storica dell’edificio: mura perimetrali del V-VI sec.; colonne, capitelli e cattedra vescovile del VIII sec.; cripta e deambulatorio del X sec.; altari e cappelle dal XIV al XVIII sec. Il presbiterio e il transetto sono rialzati. La chiesa è ricca di opere pittoriche di Domenico Brusasorci, di Alessandro Turchi (l’Orbetto), di Marcantonio Bassetti, di Battista del Moro, di Giovan Francesco Caroto e di Paolo Farinati. La cappella più importante, uno dei pochi esempi di architettura barocca a Verona, è la cappella degli Innocenti (1620 circa), il cui interno è decorato con stucchi manieristici.

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